La Casa degli scrittori, situata nel cuore di Agrigento, garantisce il facile raggiungimento dei luoghi più importanti della città. La struttura è anche situata a 450 metri dalla stazione autobus P.le Rosselli, dando la possibilità ai nostri ospiti di poter raggiungere tutti i luoghi di interesse della bellissima città di Agrigento. Inoltre, si trova a 500 metri dalla principale Via Atenea e a 550 dalla stazione ferroviaria.
LA CASA DEGLI SCRITTORI, is located in the heart of Agrigento and guarantees easy access not only to the most important sites in the city but to the main bus and train station too. The P.Le Rosselli bus station is only at 450 meters from our structure and from there you can reach all the places of interest in and around the beautiful city of Agrigento, the Agrigento Centrale train station is only 550m away and the main street, Via Atenea, which is also the starting point to visit the historical center of the town is only 500 meters away.
La città di Agrigento è considerato uno dei più spettacolari siti archeologici del Mediterraneo, tanto da essere riconosciuta tra i siti del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Agrigento il cui attuale nome deriva dal greco Akragas, e dal latino Agrigentum, nome della città durante il periodo della dominazione romana, fu una città-stato fondata dai greci.
The city of Agrigento is considered one of the most spectacular archaeological sites in the Mediterranean, so much so that it is recognized as a UNESCO World Heritage Site. Agrigento, whose current name derives from the Greek Akragas, and from the Latin Agrigentum, the name of the city during the period of Roman domination, was a city-state founded by the Greeks.
Gli Arabi cambiarono ancora il nome; ne venne fuori Kerkent che, per correzione divenne Gergent e poi ancora Girgenti. Nel 1927, su volontà di Benito Mussolini, secondo il quale le città italiane dovevano riprendere il nome che avevano avuto sotto l’Impero Romano, modificò il nome di Girgenti in Agrigento
The Arabs changed the name again; Kerkent emerged which was transformed into Gergent and then again Girgenti. In 1927, by the will of Benito Mussolini, Italian cities had to resume the name they had had under the Roman Empire, therefore he changed the city’s name from Girgenti to Agrigento.
AGRIGENTO
La casa vacanze
La casa di recente ristrutturazione garantisce la rete WI-FI. Ogni stanza è dotata sia di condizionatori che di termosifoni. Fornita di cassaforte e lavatrice. All’interno della struttura è presente una piccola libreria a disposizione dei nostri ospiti
THE HOLIDAY HOME
The recently renovated holiday homeis equipped with WI-FI. Each room has both air conditioning and heating appliances. There is also a safe and a washing machine. There is also a small libraryavailable for our guests.
ASCOLTA LA STORIA DI AGRIGENTO
I primi insediamenti sorsero sulla costa meridionale della Sicilia, tra due torrenti denominato Drago o il Sant’Anna, anticamente conosciuto come Hypsas, e il San Biagio conosciuto anche come Akragas. Questi torrenti, anticamente navigabili, confluiscono uno nell’altro nel punto più a valle costituendo il fiume San Leone che sfocia nel Mar Mediterraneo a ridosso di quello che è considerato l’antico “Emporium”. Attualmente la città sorge su due altipiani il primo denominato “Camico” e il secondo denominato “Rupe Atenea”. I due colli sono posti uno accanto all’altro e separati dal cosiddetto “taglio di Empedocle” opera voluta dal grande filosofo per climatizzare la temperatura di Akragas. Sul Colle del Camico o di Agrigento si sviluppò la città berbera e le successive edificazioni medievali; sul secondo colle Rupe Atenea si estese la città moderna.
The first settlements arose on the southern coast of Sicily, between two steams, Drago or Sant’Anna, formerly known as Hypsas, and San Biagio also known as Akragas. These streams, once navigable, merge into each other , forming the river San Leone which eventually flows into the Mediterranean Sea close to what is considered the ancient ” Emporium “. Currently the city stands on two plateaus, the first called “Camico” and the second “Rupe Atenea”. The two hills are located next to each other and separated by the so-called ” Empedocles cut “, realised by the great philosopher to cool the temperature of the city of Akragas. The Berber city and subsequent medieval buildings developed on the Camico hill or Agrigento; the modern city spread over the second hill the Rupe Atenea.
Ai piedi dei due colli si sviluppò la vallata che si estende per soli 5 km prima di essere bagnata dal mar mediterraneo. I primi insediamenti umani risalgono dalla preistoria, così come testimoniato dalle evidenze dell’età del rame e del bronzo, individuate nelle immediate vicinanze dell’attuale città. I primi segni di influenza greca risalgono al VI sec. a.c., le cui evidenze sono state rinvenute, nella necropoli di Montelusa, che può essere considerata la più antica di Akrágas. Adesso una nota di natura letteraria Montelusa, per chi conosce le opere di Camilleri è il nome col quale lo scrittore nasconde la città di Agrigento, come Vigata quello di Porto Empedocle. I primi reperti di influenza greca sono dei corredi funebri ceramici di importazione, come la ceramica corinzia, caratterizzata da decorazioni ricche di figure di animali esotici e motivi fitomorfi. Di grande pregio è lo splendido sarcofago di marmo, con fregi come metope e triglifi, che riproduce la trabeazione di un tempio dorico, risalente al V sec. a.C., circa 2500 anni fa, e rinvenuto proprio a Montelusa. Tutti questi reperti, sarcofago incluso, possono essere apprezzati presso il Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo” di Agrigento.
At the foot of the two hills the valley developed which extends for only 5 km before being washed by the Mediterranean Sea.The first human settlements date back to prehistory, as demonstrated by found evidence from the Copper and Bronze Ages, identified in the immediate vicinity of the current city. The first signs of Greek influence date back to the 6th century. BC, evidence of which was found in the Montelusa necropolis, which can be considered the oldest in Akrágas.Montelusa, for those who know Camilleri, is the fiction name the writer gives to the city of Agrigento, just like Vigata is that of Porto Empedocle. The first finds of Greek influence are imported ceramic funerary objects, such as Corinthian ceramics, characterized by decorations rich in figures of exotic animals and phytomorphic motifs. Of great value is the splendid marble sarcophagus, with friezes such as metopes and triglyphs, which reproduces the entablature of a Doric temple, dating back to the 5th century. BC, about 2500 years ago, and found in Montelusa. All these finds, including the sarcophagus, can be seen in the “Pietro Griffo” Regional Archaeological Museum in Agrigento.
La presenza di ceramica del medio corinzio, datata nei primi decenni del VI secolo a.C., venne importata in coincidenza con la fondazione della città di Akrágas che si attesta intorno al 580 a.C., circa 2600 anni fa. La città stato o polis fu fondata intorno al 583-580 a. C. da coloni provenienti da Creta e Rodi. Questi ultimi, quasi un secolo prima, avevano fondato la vicina città di Gela. Infatti, Agrigento fu una delle ultime colonie greche di Sicilia.
The presence of Middle Corinthian pottery, dating back to the first decades of the 6th century BC, was imported coinciding with the foundation of the city of Akrágas which dates back to around 580 BC, approximately 2600 years ago. The city or polis was founded around 583-580 BC. by settlers from Crete and Rhodes who, almost a century earlier, had founded the nearby city of Gela. In fact, Agrigento was one of the last Greek colonies in Sicily.
Secondo la mitologia, Agrigento fu fondata da Dedalo e da suo figlio Icaro dopo la fuga da Creta. Dedalo era nativo di Atene, ma ne era fuggito perché aveva ucciso per gelosia suo nipote Perdice, che lo superava in ingegno e capacità tecnica, e si era rifugiato a Creta presso il re Minosse. Il geniale Dedalo con il figlio Icaro costruirono, per conto del re Minosse, il celebre labirinto. Ma ne furono imprigionati dal re di Creta poiché aiutarono Arianna e Teseo a fuggire dai meandri oscuri del labirinto A quel punto Dedalo comprese che l’unico modo per fuggire era volare dal labirinto e pertanto costruì delle ali, che appiccicò con la cera alle sue spalle e a quelle del figlio Icaro. Una volta alati i due fuggirono per approdare su Agrigento.
According to mythology, Agrigento was founded by Daedalus and his son Icarus after their flight from Crete. Daedalus originally came from Athens, but had fled from there because, in a jealous rage he had killed his nephew Perdix, for he had surpassed Daedalus in ingenuity and technical abilities. Daedalus and his son took refuge in Crete with King Minos where he brilliantly constructed the famous labyrinth on behalf of King Minos. Ariadne and Theseus had been condemned by the King to the dark meanders of the labyrinth and Daedalus helped them to escape. When The king found out he was very angry and imprisoned Daedalus and his son. At that point Daedalus realized that the only way to escape was to fly from the labyrinth and therefore he built wings, which he attached with wax both to his shoulders and tohis son’s. Once winged, the two fled and landedin Agrigento.
La prima parte abitata della città fu quella dei colli dell’acropoli e della Rupe Atenea. Questo stanziamento collinare denota il carattere prevalentemente difensivo del nuovo insediamento. La tradizione vuole che i due capi spedizione scelti dal gruppo di cittadini che li avrebbe guidati nella colonizzazione di Agrigento e nei primi tempi della nuova colonia furono Aristonoo e Pistillo che ne fecero, appunto, una colonia di Rodi. A spingere l’insediamento fu la felice posizione geografica. Inoltre, la fertilità dell’entroterra consentiva di produrre in abbondanza cereali, vino, olio d’olivo. Il territorio collinare permetteva la pastorizia e l’allevamento dei cavalli. La polis akragantina, poco distante dal mare e protetta a nord dalle colline dell’acropoli, grazie al suo territorio registrava sin da subito uno straordinario sviluppo e la crescita economica crebbe subito per importanza politica. In meno di due secoli dalla fondazione, Akragas divenne un a delle città più popolate del mondo greco e uno dei centri propulsori della cultura ellenica nel Mediterraneo. La popolazione indigena si amalgamò con quella greca facilmente.
The first part of the city to be inhabited was that of the hills of the acropolis and the Rupe Atenea. This hilly settlement denotes the predominantly defensive character of the new settlement. Tradition has it that the two expedition leaders chosen by the group of citizens to guide them during the colonization of Agrigento and in the early days of the new colony were Aristonous and Pistillo who made it, in fact, a colony of Rhodes. What promoted the settlement was its fortunate geographical position. The fertility of the hinterland favoured the cultivation and production of cereals, wine and olive oil in abundance. The hilly territory proved perfect for sheep farming and horse breeding. The polis Akragas , also not far from the sea and protected to the north by the hills of the acropolis, soon recorded an extraordinary development and economic growth securing its high position in political importance. In less than two centuries after its foundation, Akragas became one of the most populated cities in the Greek world and one of the leading centers of Hellenic culture in the Mediterranean. The indigenous population easily integrated with the Greeks.
Il primo sovrano degno di nota fu Falaride (ca. 570-549 AEC) che consolidò il primo nucleo urbano e estese l’influenza della città ai territori vicini. A lui è attribuita la costruzione della spettacolare cinta muraria. Il tiranno Falaride governò la città con inaudita crudeltà. Secondo le fonti antiche faceva arrostire i suoi nemici dentro un toro di bronzo arroventato. Il tiranno divenne leggendario per il modo crudele con cui puniva i suoi nemici. Si narra che i condannati, fossero rinchiusi all’interno di un enorme toro in bronzo, scaldato con il fuoco. Sembra che fossero proprio le urla provenienti dalla statua dell’animale che divertissero il tiranno Falaride.
The first notable ruler was Phalaris (ca. 570-549 BCE) who consolidated the first urban nucleus and extended the city’s influence to nearby territories. The construction of the spectacular city walls is attributed to him. The tyrant Phalaris governed the city with unprecedented cruelty. According to ancient sources, he roasted his enemies inside a red-hot bronze bull. The tyrant became legendary for the cruel way in which he punished his enemies. It is said that the condemned were locked inside an enormous bronze bull which was placed on a live fire. It was said that the screams coming from the bronze animal amused the tyrant Phalaris.
La politica espansionistica fu avviata a partire dalla metà del VI sec. a.C. e raggiunse i massimi risultati durante il governo del tiranno Terone (545-472 a.C.). Ricordato come un sovrano giusto e un mecenate. Terone, un membro della famiglia Emmenide, due volte vincitore col carro ad Olimpia, divenne tiranno di Acragas intorno al 488 a.C. Egli strinse un’alleanza con Gelone, tiranno di Gela e Siracusa. Intorno al 483 a.C., Terone invase e conquistò Himera. Il tiranno di Himera, Terillo si unì a suo genero, Anassila di Reggio, e i Selinuntini invitarono i cartaginesi a intervenire per restaurare il potere di Terillo. I Cartaginesi di Amilcare intervennero nel 480 a.C., dando inizio alla prima delle Guerre greco-puniche. Le forze congiunte di Terone e Gelone nella Battaglia di Himera sconfissero la compagine avversaria a Imera nel 480. Con Terone iniziò il periodo di potenza della città e vennero avviate le grandi opere pubbliche. Infatti, in questo periodo furono realizzati numerosi enormi progetti di costruzione nella Valle dei Templi, tra cui il Tempio di Zeus Olimpio, uno dei più grandi templi greci mai costruiti, e la costruzione dell’imponente bacino idrico della Kolymbethra. Secondo Diodoro Siculo, furono costruiti per celebrare la vittoriosa battaglia di Imera, utilizzando come schiavi i prigionieri catturati in guerra. L’evidenza archeologica indica che il boom delle costruzioni monumentali iniziò effettivamente prima della battaglia, ma continuò nel periodo successivo.
In questo periodo ebbe inizio anche l’importante ricostruzione della cinta muraria su scala monumentale. Terone inviò atleti ai giochi olimpici e alle altre competizioni panelleniche della Grecia continentale. Diverse poesie di Pindaro e Simonide celebrano le vittorie di Terone e di altri Acragantini, fornendo approfondimenti sull’identità e l’ideologia di Acragas in quel periodo. Le fonti storiche parlano della potenza militare agrigentina con la quale la città accrebbe il suo controllo militare su un vasto territorio che si estendeva dalle coste del Mediterraneo a quelle del Tirreno.
L’espansione territoriale diede ai coloni greci nuove terre, e il controllo della via terrestre da Acragas alla città di Himera sulla costa settentrionale della Sicilia. Questa era la principale via terrestre dallo Stretto di Sicilia al Mar Tirreno, e il suo controllo fu un fattore chiave per la prosperità economica della città nel VI e V secolo a.C., divenuta proverbiale. La Città conquistò prestigio e autorevolezza. La Valle venne recintata da mura massicce, interrotte solo da numerose porte. L’edilizia monumentale continuò ad avere notevole sviluppo e furono costruiti importanti templi e superbi acquedotti. Da quel momento in poi, la città divenne conosciuta per le sue meraviglie architettoniche, in particolare i suoi ampi templi dorici costruiti in arenaria. Era talmente famosa che Pindaro scrisse: “Akragas, la città più bella mai costruita dai mortali.” Diodoro descrisse la città come una delle più ricche del mondo greco.
Il famoso filosofo Empedocle (ca. 492-432 A.C), originario della città, riferendosi agli abitanti di Agrigento e al loro modo di vivere disse queste famose parole: “… fanno festa come se dovessero morire domani, e costruiscono come se dovessero vivere per sempre.” Le fonti letterarie greche generalmente lodano Terone come un buon tiranno, ma accusano suo figlio Trasideo, che gli successe nel 472 a.C., di violenze e oppressione. Quest’ultimo fu preposto al governo di Imera dal padre. Gli Imeresi invocarono l’aiuto di Siracusa il cui tiranno Gerone sconfisse Trasideo. Poco dopo la morte di Terone, Ierone I di Siracusa, fratello e successore di Gelone, invase Acragas e rovesciò Trasideo.
Nel 451 a.C., Ducezio, capo di uno stato siculo ostile all’espansione dei greci nell’interno della Sicilia, invase il territorio di Acragas, conquistando un avamposto chiamato Motyum. Ducezio fu sconfitto nel 450 a.C., ma la decisione siracusana di lasciar andare Ducezio indignò gli Acragantini, che entrarono in guerra con Siracusa. Furono sconfitti in una battaglia sul fiume Salso, che lasciò a Siracusa l’egemonia sulla Sicilia orientale. La sconfitta fu talmente grave che Acragas cessò di coniare monete per diversi anni.
La Città di Empecdocle oltre a Siracusa ebbe anche come nemica la potente città stato Cartagine. Nel 413 AC Agrigento restò neutrale nella guerra tra Atene e Siracusa. Nonostante il suo stato di neutralità nel 405 a. C. fu attaccata e messa sotto assedio dai Cartaginesi, guidati da Annibale. Dopo un assedio di 8 mesi, nel 406 a.C. la città fu presa. Dopo la conquista i cartaginesi la saccheggiarono. Gli abitanti si rifugiarono a Gela e, dopo la caduta di questa, a Leontinoi. Acragas da quel momento non recuperò mai più il suo potere.
In seguito al trattato firmato tra i Cartaginesi e Dionigi di Siracusa, Agragas e Gela tornarono ad essere abitate ma non fortificate, erano comunque obbligate e versare tributi a Cartagine. Nel tempo si susseguirono numerosi tentativi di indipendenza e comunque diretti ad evitare il predominio assoluto nell’Isola da parte di Cartagine e di Siracusa. Dopo un periodo di abbandono, Agrigento risorse con il grande Timoleonte considerato suo secondo fondatore. La vittoria del condottiero corinzio Timoleonte sui Cartaginesi al Crimiso, nel 339, riportò le città siceliote sotto l’influenza siracusana e segnò un periodo di rinascita e sviluppo per la cultura ellenica in Sicilia. Agrigento venne riedificata nello stesso sito secondo un nuovo piano urbanistico. Fu ripopolata e nel periodo ellenistico si ebbe la costruzione di molti edifici imponenti. La Città, inoltre, stabilì patti di alleanza con i Punici al fine di accrescere gli scambi commerciali con tutte le città dominate da Cartagine. La città si rimise in sesto e divenne un importante insediamento ellenistico. All’inizio del III secolo a.C., un tiranno di nome Finzia si proclamò re di Akragas, e giunse a controllare altre città. Il suo regno tuttavia fu di breve durata. Il possesso della Sicilia, a causa della sua posizione geopolitica, divenne sempre più determinante per il predominio nel Mediterraneo. Inevitabilmente Agrigento e il resto dell’isola furono coinvolte nelle guerre puniche. Pertanto la città fu contesa tra Romani e Cartaginesi durante la prima guerra punica. Nel 262 a.C. Agrigento, alleata con Cartagine, fu attaccata dai Romani insieme alla vicina Eraclea Minoa. I romani misero la città sotto assedio. La conquistarono dopo aver sconfitto una forza di soccorso cartaginese nel 261 a.C. e dopo un assedio di sei mesi. Fu saccheggiata e la popolazione, formata da 25.000 abitanti, furono venduti come schiavi.
Venne conquistata dai consoli romani Postumio e Mamilio. Successivamente il comandante cartaginese Cartalone la rioccupò abbattendo le mura e incendiandola. Sebbene i Cartaginesi riconquistarono la città nel 255 a.C., a seguito dell’accordo definitivo di pace, la Sicilia punica fu ceduta a Roma, e con essa Akragas, . La città fu duramente colpita dalla seconda guerra punica (218–201 a.C.), quando sia Roma che Cartagine combatterono per il suo controllo. Fu fedele alleata di Roma, e per questo motivo fu assediata per un lungo periodo dal generale cartaginese Imilcone. Alla fine i romani conquistarono Akragas nel 210 a.C. e la ribattezzarono “Agrigentum”. Sotto il dominio romano divenne di nuovo prospera e i suoi abitanti ricevettero la piena cittadinanza romana dopo la morte di Giulio Cesare nel 44 a.C. anche se rimase per secoli una comunità in gran parte di lingua greca. La città si ingrandì notevolmente, vennero edificati nuovi quartieri e ben presto le venne attribuito il rango di città privilegiata. La pax romana fece rifiorire la città e anche il territorio agrigentino con la sua produzione cerealicola contribuì a fare della Sicilia “il granaio di Roma, la balia al cui seno si nutre il popolo romano”. Il commercio del grano ebbe un notevole sviluppo anche grazie al porto, denominato “Emporium”. L’impianto urbanistico di Agrigentum si fuse con quello ellenico precedente. Evidenze in tal senso sono riscontrabili nell’esistenza di una vasta area nella quale si intravedono i resti del periodo ellenistico-romano. Il benessere economico diffuso in quel tempo fu turbato soltanto da ribellioni interne, dovute alle rivolte degli schiavi addetti ai latifondi. La concentrazione di masse di schiavi che nella quasi totalità erano di lingua greca e quindi potevano facilmente comunicare tra di loro e le loro condizioni di vita nei latifundia causarono la rivolta degli schiavi guidati da Euno. Anche Agrigento fu interessata. Nel corso della prima guerra servile (139-132), Agrigentum viene saccheggiata da 5000 schiavi guidati da Cleone e subisce devastazioni anche nel corso della seconda guerra servile (104- 99 )
La fase di decadenza della città di Agrigento cominciò nel periodo imperiale allorquando l’Egitto fu considerato da Roma come posto privilegiato per il rifornimento di prodotti agricoli, funzione che era stata svolta dalla Sicilia. In detto periodo si svilupparono atti di persecuzione contro i cristiani in Sicilia con il martirio di Sant’Agata a Catania (5 febbraio 251 d.C.) e di Santa Lucia a Siracusa (13 dicembre 290 d.C.).